Lomellina e Belt and Road Initiative Cinese: opportunità di rilancio per il territorio

Lomellina e Belt and Road Initiative Cinese: opportunità di rilancio per il territorio

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La Lomellina da sempre rappresenta una delle eccellenze produttive del territorio lombardo. Alla presenza dei tradizionali settori come quello calzaturiero, quello della coltivazione del riso e quello del packaging si affiancano tecnologiche realtà come quella della meccatronica e delle start-up, riconducibili alla più moderna concezione di Industria 4.0. Tuttavia, la crisi economica non è stata clemente con questo territorio, soprattutto se confrontato alle altre realtà lombarde. Mentre nel 2017 la crescita della produzione industriale regionale si attesta al 3,2%, la provincia di Pavia segue con un mero 1,6%, scostamento che si ripercuote anche sulla variazione tasso di occupazione nello stesso periodo, cresciuto positivamente in Lombardia (+3,2%), ma calato dell’1,1% nella provincia in questione. Questa debole ripresa rende più facile associare la situazione della provincia di Pavia a quella delle realtà meridionali a bassa crescita piuttosto che alle più dinamiche zone economiche settentrionali, creando un divario economico non riconducibile alle tradizionali differenze geografiche.

Causa prima della modesta crescita è da riscontrare nella forte riduzione delle esportazioni nel periodo della crisi, che ha comportato la perdita di circa 850 milioni di euro di export (arrivando nel 2016 a un valore di 3,28 miliardi complessivi), con una variazione negativa cumulata negli anni che sfiora il 22%, secondo Confindustria Pavia. L’inversione di tendenza riscontrata a inizio 2017 con un incremento delle esportazioni del 3,8% rimane comunque sottodimensionata rispetto a quella lombarda (+7,4%) e necessita sostegno per poter essere cavalcata dalle imprese locali.

Importante in questo senso è l’opportunità offerta dall’approdo della Nuova Via della Seta cinese nella provincia, concretizzatosi con il primo treno verso Chengdu -organizzato dal colosso cinese Chengjiu Group -partito dall’Interporto ferroviario di Mortara il 28 novembre 2017. Mentre la posizione strategica della provincia, situata sulle direttrici del commercio europeo Genova-Rotterdam e Lisbona-Kiev, assicura la potenziale centralità del polo nelle rotte mercantili Est-Ovest e Nord-Sud, l’immenso mercato cinese rappresenta una grande opportunità per l’imprenditoria locale, la quale può rilanciare il proprio export espandendosi verso lidi Estremo Orientali a costi inferiori rispetto alle spedizioni marittime, migliorando conseguentemente le condizioni economiche, e dunque sociali, dell’area.

Nonostante le grandi speranze e i proclami, il collegamento Mortara-Chengdu stenta però a decollare. Mentre all’inaugurazione i gestori del servizio avevano manifestato l’intenzione di far partire dal polo logistico almeno tre coppie di treni a settimana, incrementabili a venti maxi-convogli entro il 2020, dopo due mesi nessun convoglio ha lasciato Mortara o è tornato dalla Cina. Gli ostacoli sono diversi, ma tutti riconducibili a una mancanza di comunicazione con le controparti orientali. Infatti, le aziende del territorio interessate ad usufruire del collegamento non riescono ad ottenere informazioni sui costi del servizio, che i cinesi ancora non hanno rilasciato. Un’altra difficoltà riguarda la formazione dei convogli, che i cinesi vorrebbero pieni anche al ritorno dall’Italia così da ridurre i costi, ma che gli imprenditori locali non sanno come occupare, a causa della mancanza di informazioni sul mercato cinese e sui prodotti dal esso preferiti. Mentre i gestori del servizio, secondo AGI, fanno sapere che la data di avvio a regime del servizio non era stata ancora definita, un’importante opportunità per il rilancio del territorio sembra sfumare.

Tuttavia, gli ostacoli al progetto sono tutt’altro che insormontabili, sebbene richiedano un impegno di tutte le parti alla collaborazione e al dialogo. Importante in questo senso è che le istituzioni del territorio, pubbliche e private, prendano in mano la situazione, evitando di lasciare le imprese sole in una inconcludente situazione di stallo. Le autorità competenti, a partire da Confindustria, dalla provincia e dalla regione dovrebbero favorire l’incontro fra domanda e offerta con la collaborazione di specialisti del settore che conoscano il mercato cinese e dunque possano indicare quali merci potrebbero essere più appetibili nel paese orientale e fare da mediatori verso i possibili rivenditori cinesi. D’altro canto, l’incisività dell’azione delle autorità deve manifestarsi nella richiesta di chiarimento verso i gestori del servizio ferroviario intercontinentale e all’investitore cinese di Chengjiu Group, sia per quanto riguarda le condizioni economiche del servizio, sia per quanto riguarda la reale volontà di portare a regime il collegamento.

Nell’ottica di una possibile ripresa della tratta e di un incremento del flusso di merci, è naturale che l’attenzione si posi anche sulla carenza infrastrutturale della provincia di Pavia, zavorra non solo per la crescita economica dell’area, ma anche per la qualità della vita dei cittadini. La provincia pavese, rimasta ai margini degli investimenti nelle infrastrutture in Lombardia secondo Confindustria Pavia, necessita di urgenti opere pubbliche. In primis, l’anelato raddoppio della ferrovia Milano-Mortara, fondamentale sia per agevolare il viaggio dei pendolari su quella che oggi è una delle tratte lombarde più disastrate, sia per consentire un più rapido spostamento di merci da e verso l’interporto mortarese. Sulla stessa linea di ragionamento si colloca la necessità di una rapida cantierizzazione della superstrada Vigevano-Malpensa, già approvata dal CIPE, che consentirebbe un più veloce collegamento fra le realtà economiche lomellesi, l’interporto ferroviario e l’aeroporto di Malpensa, sempre più hub merci internazionale e dunque sbocco naturale sia per le merci del territorio, sia per eventuali carichi provenienti dall’Interporto.

Le eccellenze produttive della Lomellina in attesa di rilancio necessitano di nuovi sbocchi per i propri prodotti e di opportunità che certamente non mancheranno di cogliere. Una politica lungimirante ed attenta al territorio, focalizzata sulle reali esigenze delle entità poste sotto la propria tutela, non può ignorare le priorità da esse attese e deve agire concretamente e in modo coerente per soddisfarle.

Edoardo Martella – 03/10/2018

Fonti:

https://www.confindustria.pv.it/public/files/Elezioni_2018_Doc_ConfindustriaPv_5Feb18-2%282%29.pdf

https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-11-28/parte-mortara-primo-treno-merci-diretto-italia-cina-144326.shtml?uuid=AEn1QcJD&refresh_ce=1

http://www.ferrovie.info/index.php/it/13-treni-reali/4187-treni-merci-per-la-cina-fermo-il-servizio-mortara-chengdu

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